Intervista sul tema della Successioni Europee

Pubblichiamo con piacere l’intervista contributo della Collega Avv. Mare-Ehlers presentata sulla rivista ItaliaOggiSette del 13 giugno 2016, inserto Affari Legali, prevedendo  il suo autorevole intervento sul forum in tema di Successioni Europee.

Successioni Europee-001

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Nuovo Certificato Successorio Europeo

Il certificato successorio europeo (abbreviato: CSE) è stato introdotto dal Regolamento EU 650/2012 relativo alla competenza ed alla legge applicabile al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni. Ivi è regolato dagli Artt. 62 e ss.

Il CSE consentirà di far valere la qualità di erede (o di amministratore testamentario) in tutta l’Unione europea. Ciò costituisce un indubbio vantaggio ed un passo avanti nella certezza del diritto
– sia per i futuri eredi che avranno un documento, emesso dalle competenti autorità nazionali, certificante la propria qualità senza che siano necessari ulteriori documenti e valido anche all’estero
– sia per gli esecutori testamentari che sulla base di tale documento potranno esercitare le proprie funzioni senza ulteriori adempimenti anche all’estero,
– ma anche per i creditori transfrontalieri che, grazie al CSE potranno facilmente individuare chi sia un legittimo erede e per quale quota, potendo richiedere all’autorità emittente copia del certificato
– e sia anche per i debitori transfrontalieri che, in virtù del certificato, potranno con sicurezza individuare quale sia il soggetto (anche all’estero) effettivamente legittimato a riscuotere un pagamento o a ricevere la consegna di un bene determinato.
La legge europea 2013-bis (30 ottobre 2014, n. 161) individua come autorità unica legittimata al rilascio di tale certificato per l’Italia i singoli notai (competenza esclusiva).
In base a quanto disposto dalle legge europea, in caso di reclamo, la competenza è attribuita al tribunale, in composizione collegiale, del luogo in cui risiede il notaio che ha rilasciato il certificato.
Nei territori in cui vige il sistema del libro fondiario continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al titolo II del regio decreto 28 marzo 1929, n. 499, in materia di rilascio del certificato di eredità e di legato.

Nell’ordinamento italiano non esisteva fino ad ora un’attestazione della qualità ereditaria resa in maniera oggettiva da un’Autorità a ciò preposta, ciò a differenza, per esempio, della Germania che conosce a livello nazionale un istituto analogo al CSE (=europäisches Nachlasszeugnis): l’Erbschein disciplinato dai §§ 2353 e ss. BGB. La figura, infatti, del certificato di eredità previsto per i soli territori del regime tavolare è collegata essenzialmente alla tenuta particolare dei registri immobiliari e alla successione delle iscrizioni (l’intavolazione dell’acquisto a favore dell’erede deve avvenire in base ad un titolo munito di pubblica fede).

In tutti i casi di incertezza sul punto (per esempio: nei casi di accettazione tacita dell’eredità o presunta) si faceva ricorso all’atto di notorietà (o ad una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa dallo stesso interessato) adottando così una soluzione parziale ed insufficiente per risolvere i problemi di corretta individuazione degli eredi.
Ora per effetto del Regolamento europeo un CSE non comporta l’abrogazione di analoghi istituti nazionali, ma gli effetti del certificato si esplicano, oltreché all’estero, anche nello Stato dove è stato emesso. Pertanto un CSE emesso in Italia avrà efficacia – pur se relativo ad una successione transfrontaliera – anche per il nostro ordinamento.

Regolamento UE 650/2012 sulle successioni internazionali

Il regolamento UE 650/2012 troverà applicazione alle successioni a causa di morte che presentino elementi di collegamento con più Stati membri che si aprano dopo il 17 agosto del 2015.

Il legislatore comunitario interviene nell´ambito delle successioni transazionali armonizzando le relative norme sui conflitti di legge e di giurisdizione, al fine di soddisfare l’esigenza del defunto e dei possibili beneficiari della successione di conoscere ex ante l’autorità competente a decidere della successione e la legge ad essa applicabile.

E´ stata prevista la residenza abituale del de cuius al momento della morte come unico criterio per la determinazione sia della giurisdizione sia della legge applicabile. Si tratta di una vera rivoluzione, se si considera che fino all´entrata in vigore del regolamento, la successione di un cittadino italiano residente in uno Stato membro sará regolata dal diritto italiano, in quanto il criterio di collegamento previsto dal nostro diritto internazionale privato (art. 40 L. 218/95) è la cittadinanza del de cuis.

Tuttavia, rimane la facoltà di scegliere in via testamentaria la legge applicabile alla propria successione e sottoporre la stessa alla legge dello Stato di cui il testatore ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte.

Altra importante novità volta a semplificare le successioni transfrontaliere è l´emissione di un certificato successorio europeo da parte dello Stato competente a decidere della successione in base alla propria legge applicabile alla successione stessa.

Si tratta di un certificato uniforme che attesta la qualità di erede, legatari, degli esecutori testamentari o amministratori d’eredità che abbiano necessità di fare valere le loro qualità ed i loro diritti e/o poteri in un altro Stato membro in cui si trovano i beni ereditari.

Una volta emesso il certificato è efficace in tutti i paese dell´Unione Europea (con l’eccezione di Danimarca, Regno Unito e Irlanda) senza bisogno della legalizzazione o dovere attivare alcun procedura speciale (Per ulteriori approfondimenti cfr. contributo sul certificato successorio europeo).